Il nostro viaggio nel mondo di Juan Caramuel fa tappa in un luogo importante di Vigevano, che perpetua la sua memoria, rendendolo una presenza viva. ร il Fondo Caramuel dellโArchivio Storico della Diocesi, che si trova nellโedificio del Vescovado in piazza SantโAmbrogio 14 e attualmente sta vivendo una fase di rinascita: รจ imminente il suo trasferimento dalla sede attuale a una nuova e piรน funzionale, oltre che piรน accessibile al pubblico: la Cappella del Sacro Cuore nel Palazzo del Seminario vescovile, opportunamente ristrutturata in modo da diventare un centro di cultura. Giร nel settembre 2018 dovrebbe essere inaugurata la sala del rinnovato Museo del Tesoro del Duomo dedicata a Caramuel.
Che cosa ci puรฒ rendere Caramuel vicino e persino familiare? Poter leggere i suoi manoscritti, vedere di persona le tracce che la sua mano ha lasciato sui fogli attraverso lโinchiostro, o almeno ciรฒ che la sua voce ha suggerito a un amanuense, a un copista, a uno scrivano. Al Fondo Caramuel รจ in corso lโaggiornamento della catalogazione complessiva, realizzata a suo tempo da Monsignor Francesco Pavesi il quale, nominato rettore del Seminario Vescovile nel 1959, fu per quasi ventโanni lโarchivista ufficiale del Capitolo, fino al 1980. Oggi ci sta lavorando lโarchivista attuale, Emilia Mangiarotti, che si divide tra questa impegnativa impresa e il lavoro di accoglienza del pubblico, che accede allโArchivio Storico Diocesano per attingervi notizie sulla propria famiglia o sulla storia del proprio territorio.
Il Fondo Caramuel di Vigevano รจ una vera e propria miniera per gli studiosi e ha in sรฉ una storia affascinante che puรฒ attrarre qualunque โprofanoโ: รจ formato da decine opere a stampa conservate presso la Biblioteca del Seminario Vescovile, per lo piรน raccolte dal canonico cantore della cattedrale di Vigevano Giovanni Maria Ferraria tra la fine del Seicento e i primi anni del Settecento. Questi volumi sono probabilmente ciรฒ che resta della storica, quasi leggendaria biblioteca di Juan Caramuel, di cui parla il gran cancelliere di Milano don Miguel Gerra nel 1701, quando la consegna al Capitolo perchรฉ non vada dispersa (cosa che purtroppo in parte accadde). Presso lโArchivio Diocesano si conservano invece le carte e i volumi manoscritti, con qualche raro testo a stampa; le moltissime carte sono riunite in circa mille fascicoli. Questo immenso patrimonio di manoscritti รจ attualmente aperto alla consultazione soltanto il giovedรฌ, ma in futuro come si diceva sarร molto piรน accessibile e potrร svelare nuovi segreti della personalitร straordinaria di Caramuel. Da queste carte emerge infatti, fin dal primo sguardo, la sua natura di eclettico letterato e scienziato, in grado di affrontare argomenti disparati anche in lingue che non erano quella materna, lo spagnolo. Confermando la versatilitร del vescovo architetto, artista, filosofo, matematico e linguista, che addirittura compose alcune grammatiche, per esempio delle lingue ebraica, elamitica e greca.