In clima di raccoglimento per lโimminente Pasqua, vorrei mostrare un altro lato del nostro โsconosciuto Caramuelโ: quello poetico. Sappiamo, per esempio dagli studi appassionati di padre Giovanni Pozzi, raccolti in La parola dipinta, che Caramuel era affascinato da quella che oggi definiamo โpoesia visivaโ.
Si possono ammirare, sia nellโArchivio Storico Comunale, sia nella Biblioteca e nellโArchivio Storico della Diocesi, alcuni suoi testi che sono quasi dei quadri, che anche Monsignor Bellazzi ha riprodotto nella sua biografia dedicata al grande vescovo. Qui per esempio รจ in primo piano la lode di Cristo come Sole divino, e i Domenicani sono dei Domini Canes, simboleggiati da un cane che porta la fiaccola accesa della fede. Queste opere sono cosรฌ apprezzate fra gli addetti ai lavori che secondo lโesperto di enigmistica Stefano Bartezzaghi, Caramuel meriterebbe di essere considerato ยซun precursore dei piรน modesti esercizi combinatori odierniยป.
Ma oggi, in tema con il Sacrificio del Venerdรฌ Santo, vorrei farvi conoscere uno scritto poetico di Caramuel che non appartiene al genere poesia visiva: รจ un poemetto di 108 versi, e si intitola Sopra il martirio dei Santi Innocenti. Si trova fra i manoscritti catalogati da Monsignor Pavesi, e lโho fedelmente riprodotto nel volume da me curato Caramuel vescovo eclettico (Moretti & Vitali, 2016). ร dedicato allโepisodio evangelico della cosiddetta Strage degli Innocenti, raccontata solo nel Vangelo secondo Matteo: il re Erode fa sterminare i bambini di Betlemme dai due anni in giรน, perchรฉ ha scoperto dai Re Magi che presto un nuovo Re dei Giudei, ora appena nato, si impadronirร del suo trono. La strage fu rappresentata da molti importanti artisti nel corso dei secoli, non ultimo un pittore vicino cronologicamente a Caramuel: Guido Reni. Il suo dipinto datato 1611, che mostra le innocenti vittime in Cielo, con in mano le palme simbolo del martirio, potrebbe aver ispirato il nostro, che nei suoi versi descrive appunto questo particolare. Unโaltra fonte di ispirazione potrebbe essere il poema postumo del celebre poeta barocco G. B. Marino, che compose una Strage degli Innocenti di cui non vide mai la pubblicazione: morรฌ infatti nel 1625, mentre il poema fu stampato nel 1632.
Pieno di stilemi barocchi รจ anche il poemetto di Caramuel, che perรฒ mette in primo piano il valore sacro della strage, che definisce un ยซmartirioยป, celebrando la santitร dei bimbi uccisi. Le piccole vittime sono una ยซturba che nacque morendoยป, e che trovรฒ, affacciandosi alla vita, per ยซnudriceยป una spada, la quale invece di una generosa mammella porse loro una ferita, e al posto del latte un ยซsanguinoso humoreยป, il loro stesso sangue versato. Come tanti ยซteneri soliยป, con unโimmagine che si ispira a Cristo e al suo sacrificio, ebbero al loro sorgere il loro tramonto. Il loro destino glorioso di santi appare a chi รจ sulla Terra come il sorgere in cielo di una nuova rosseggiante costellazione.
